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Polaris
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mwqwPolaris (mwraα UMi / α Ursae Minoris) è un mwrqsistema stellare triplo situato nella mwrgcostellazione dell'mwrwOrsa Minore; Polaris è la stella più luminosa della costellazione, ed è anche la stella più brillante vicina al mwsapolo nord celeste, motivo per cui è anche conosciuta come mwsqstella polare o mwsgstella del nord.

Il sistema è dominato da una stella mwtasupergigante gialla mwtqvariabile cefeide (Polaris A), e da due meno luminose compagne di mwtgclasse F, poco più massicce del mwtwSole. La magnitudine di Polaris A varia da 1,86 a 2,13, in un periodo di 3,97 giornicite-ref-alcyonepolaris-8-0[8]. La compagna più distante dalla supergigante, α UMi B, fu scoperta nel mwva1780 da mwvqHerschel.

Contents

Note

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Storia delle osservazioni e ruolo di stella polare

Poiché si trova quasi perfettamente sulla proiezione in cielo dell'asse di rotazione della mwwgTerra "sopra" il mwwwpolo nord, Polaris è apparentemente ferma nel cielo, mentre tutte le altre stelle dell'mwxaemisfero boreale sembrano ruotarle attorno. È così un ottimo punto di riferimento per la mwxqnavigazione celeste nell'emisfero nord della mwxgTerra, visto che data la sua mwxwdeclinazione resta invisibile nell'mwyaemisfero australe. Polaris definisce il vero mwyqazimut nord solo due volte nell'arco delle 24 ore. Durante il resto della giornata è solo un'approssimazione, che deve essere corretta usando le apposite tabelle.

L'antichità dell'uso di questa stella è testimoniata dal fatto che è stata trovata nelle prime tavolette mwywassire conosciute, tuttavia a causa della mwzaprecessione degli equinozi essa ciclicamente si avvicina e allontana dal polo nord celeste e non è stata sempre un riferimento come nella nostra era, trovandosi a solo 1 grado di distanza dal vero polo nord celeste, e descrivendo quindi un piccolo cerchio di circa 2° di mwzqdiametro.

Nel mwzw2750 a.C. era mwaaThuban nei pressi del polo nord celeste, mentre il navigatore greco mwaqPitea descrisse il polo nord celeste come privo di stelle nel 320 a.C.. Tuttavia già nella mwagtarda antichità Polaris è diventata un punto di riferimento, e descritta come sempre visibile da mwawGiovanni Stobeo, nel mwbaV secolo. Infine, la stella è sempre descritta come "polare" nel mwbqpieno Medioevo. Nel 1926 l'allora territorio dell'mwbgAlaska decise di creare una propria bandiera, e in questa vennero raffigurate le sette stelle dell'mwbwOrsa Maggiore e la Stella polarecite-ref-9[9].

Nell'opera mwdqGiulio Cesare di mwdgShakespeare, scritta intorno al 1599, Cesare descrive se stesso "costante come la stella polare",cite-ref-10[10] in realtà a Shakespeare non era nota la precessione degli equinozi e lo scostamento della stella polare dal polo nord celestecite-ref-11[11]. In futuro, il polo nord celeste si allontanerà da Polaris dopo il mwfwXXI secolo e passerà per mwgaGamma Cephei tra circa 2000 anni, mentre mwgqDeneb tornerà ad essere la stella polare tra meno di 8000 annicite-ref-12[12]cite-ref-13[13].

Osservazione

Polaris si trova facilmente nel cielo notturno: è sufficiente seguire la linea formata da mwkaMerak e mwkqDubhe (β e α mwkgUrsae Majoris), le due stelle al margine del mwkwGran Carro. È anche possibile seguire il punto centrale della 'W' formata da mwlaCassiopea. Avendo una mwlqdeclinazione di +89° 15′, è in pratica invisibile dall'mwlgemisfero australe, mentre è mwlwcircumpolare in tutto l'mwmaemisfero boreale della Terra, dove rimane apparentemente immobile durante tutto l'anno. Avendo una magnitudine di +1,97, è possibile scorgerla anche dai piccoli e medi centri urbani moderatamente affetti da mwmqinquinamento luminoso.

Ambiente galattico e distanza

Le mwnacoordinate galattiche di Polaris sono 123,28° e +26,46139°cite-ref-simbad-1-3[1]. Una mwoqlongitudine galattica di circa 123° significa che la linea ideale che congiunge il Sole e Polaris, se proiettata sul mwogpiano galattico, forma con la linea ideale che congiunge il Sole con il mwowcentro galattico un angolo del medesimo valore. Ciò significa che Polaris è un po' più lontana dal centro galattico rispetto al Sole. Una mwpalatitudine galattica di circa +26° significa che Polaris si trova più a nord rispetto al piano in cui sono posti anche il Sole e il centro galattico.

Secondo misure effettuate da un team di astronomi internazionali attraverso il telescopio russo BTA, Polaris si trova a 325 mwpganni luce (ovvero 99 mwpwparsec) di distanza dalla Terra.cite-ref-14[14] Questa misura sarebbe notevolmente inferiore alla precedente (433 anni luce) osservata attraverso il satellite europeo mwraHipparcos nel 1990.cite-ref-rett-dist-15-0[15] Messa in discussione fu l'accuratezza di Hipparcos nella misura della parallasse di stelle binarie con componenti variabili cefeidi, come Polaris.cite-ref-16[16] Un passo importante per la misurazione della parallasse è stato dato dal mwtqsatellite Gaia che, dal 2013, ha analizzato mwtgastrometricamente stelle fino a mwtw26000 al di distanzacite-ref-17[17]. La misura della parallasse di Gaia del 2020 è stata di 7,2869 mwvamas, per cui la distanza di Polaris risulta essere di 447,5 anni luce, valore non troppo dissimile da quello del satellite Hipparcos del 2007.cite-ref-gaiadr3-7-1[7]

Caratteristiche del sistema

La componente principale del sistema, Polaris Aa, è una mwwwstella mwxasupergigante gialla di mwxqtipo spettrale F7 avente una massa cinque volte quella del Sole e un raggio 45 volte superiore.cite-ref-evans2025-2-3[2] Le due compagne, denominate Polaris Ab e Polaris B, sono mwygnane bianco-gialle di mwywtipo spettrale F. Polaris B, la più distante dalla supergigante, fu scoperta da mwzaWilliam Herschel nel mwzq1780 ed è una stella di classe F3V posta a mwzg2400 au di distanza, che ha un mwzwperiodo orbitale di almeno 42mw0a 000 anni ed una mw0qmassa pari a mw0g1,39 M⊙. Non è completamente chiaro se Polaris B sia effettivamente legata alla cefeide: uno studio del 2018 ha calcolato l'età di Polaris B in 2,1 miliardi di anni, notevolmente maggiore dell'età della principale, stimata in 75 milioni di anni, mentre le stelle di sistemi multipli nascono solitamente nello stesso momento dalla stessa nube molecolare. Gli autori dello studio suggeriscono due possibilità per spiegare questa discrepanza; o la componente B non è gravitazionalmente legata al sistema oppure uno delle due stelle si trova in una fase molto peculiare.cite-ref-bond2018-6-1[6]

La compagna più vicina alla principale, Polaris Ab, è stata scoperta per via mw2aspettroscopica nel 1929, e nel 2006 è stata risolta dal mw2qtelescopio spaziale Hubble. Questa componente è una mw2gnana-bianco gialla di sequenza principale di classe F6V avente una massa 1,26 volte quella solare, distante mediamente mw2w18,5 au dalla principale e con un periodo orbitale di 29,6 annicite-ref-jk-4-1[4]cite-ref-evans-18-0[18].

Variabilità

Polaris A è classificata come mw8avariabile Cefeide; la sua magnitudine varia da 1,86 a 2,13 in un periodo di 3,97 giornicite-ref-alcyonepolaris-8-1[8].

La variabilità di Polaris è stata sospettata già nel mw9g1852, e fu confermata nel mw9w1911 da mw-aEjnar Hertzsprungcite-ref-19[19]. Sia l'ampiezza che la durata della variabilità sono cambiate nel corso del tempo. Prima del 1963 l'ampiezza della magnitudine era di 0,1, e continua a decrescere molto gradualmente. Dopo il mw-q1966 l'ampiezza della magnitudine si ridusse rapidamente, fino a essere di 0,05 magnitudini, e da allora variò in modo irregolare su questo valore. Il periodo della variazione fino al 1963 era aumentato costantemente di 4 mw-gsecondi, per poi rimanere costante per tre anni e, a partire dal 1966, aumentare nuovamente, mentre misure più recenti mostrano un periodo di 3,2 secondi.

Polaris pareva, alla fine del mwaqaXX secolo, essere uscita dall'instabilità di stella variabile, e la tendenza riguardo alla sua fluttuazione di luminosità lasciava pensare che a breve non avrebbe più presentato variazioni rilevanti. Al contrario, è stato osservato che la variazione in luminosità di Polaris A è risalita al 4%, facendo pensare ad un nuovo ciclo d'instabilità, anche se questi cambiamenti normalmente avvengono in milioni di anni, quindi il fenomeno non appare chiaramente spiegabile sulla base delle teorie evolutive conosciute.cite-ref-20[20]. Ricerche riportate dalla rivista scientifica mwaqustatunitense mwaqyScience indicano che Polaris è oggi 2,5 volte più luminosa di quando la osservava mwaqcTolomeo, quando era di una magnitudine più debolecite-ref-21[21].

Etimologia

Il nome proviene dal mwaq4latino mwaq8Stella polaris, letteralmente mwara"Stella polare". Data la sua vicinanza al polo nord celeste la stella ha ricevuto vari nomi nel corso della storia; i mwarenaviganti greci la chiamavano mwariKynosoura o mwarmCynosura, il cui significato è mwarq"la coda del cane", o anche Fenice, o Stella Fenicia. Nell'mwaruantica Cina era conosciuta con nomi diversi, come mwaryPih Keih, mwarcTa Shin e mwargTien Hwang Ta ti, mwark"il gran governante del cielo". Nel nord dell'mwaroIndia era conosciuta invece come mwarsGrahadhara, mwarw"l'appoggio dei pianeti", mentre a mwar0Damasco la si conosceva come mwar4Mismar, mwar8"l'ago", o mwasa"il chiodo"cite-ref-22[22].

Note

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Voci correlate

• mwah4Stella polare
• mwaiaσ Octantis, la stella polare meridionale

Altri progetti

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Polaris

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Polaris / polestar, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaicV* alf UMi -- Classical Cepheid (delta Cep type), su simbad.u-strasbg.fr.